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Bonus Mobili 2026: come risparmiare il 50% su tavoli e sedie

Ultimo aggiornamento: 13/10/2026

Se stai ristrutturando casa, puoi recuperare il 50% di quanto spendi per arredarla. Su un tavolo e sei sedie da 2.000 € significa 1.000 € che tornano indietro con la dichiarazione dei redditi.

Ecco come funziona, cosa serve per averne diritto e cosa devi fare al momento dell’ordine.

In sintesi

Quanto si detrae 50% della spesa
Tetto di spesa 5.000 € per unità immobiliare
Risparmio massimo 2.500 €
Come si recupera 10 quote annuali di pari importo (max 250 €/anno)
Entro quando acquistare 31 dicembre 2026
Requisito indispensabile Ristrutturazione iniziata dal 1° gennaio 2025
Norma di riferimento Art. 16, c. 2 D.L. 63/2013, prorogato dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, c. 22)

⚠️ Salvo proroghe, il 2026 è l’ultimo anno. Dal 2027 sarà possibile solo continuare a detrarre le quote relative a spese già sostenute. Se hai una ristrutturazione in corso e stai rimandando l’acquisto degli arredi, la finestra si chiude il 31 dicembre.

1. Il requisito che conta davvero: la ristrutturazione

Il Bonus Mobili non è autonomo. Non basta comprare mobili nuovi: devi avere in corso, o aver concluso, un intervento di recupero del patrimonio edilizio per il quale benefici della detrazione IRPEF prevista dall’art. 16-bis del TUIR.

La regola temporale, che è quella su cui si sbaglia più spesso: per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025. E la data di inizio lavori deve precedere la data di acquisto dei mobili — non il contrario.

Non è invece necessario che le spese di ristrutturazione siano già state pagate prima di quelle per l’arredo: conta l’avvio dei lavori.

Quali lavori danno diritto al bonus

  • manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari residenziali
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza
  • manutenzione ordinaria solo se effettuata sulle parti comuni condominiali

La sola manutenzione ordinaria sulla singola abitazione (tinteggiatura, sostituzione di pavimenti, riparazioni) non dà diritto al bonus.

Il bonus spetta anche a chi fruisce del Sismabonus e, per le spese dal 1° luglio 2020, del Superbonus. Spetta anche se per la ristrutturazione hai optato per la cessione del credito o lo sconto in fattura.

Come si dimostra la data di inizio lavori

  • con le abilitazioni amministrative o le comunicazioni richieste dalle norme edilizie (CILA, SCIA, permesso di costruire);
  • con la comunicazione preventiva all’ASL, dove obbligatoria;
  • per i lavori in edilizia libera, con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 445/2000.

Nel caso di un immobile acquistato in un edificio interamente ristrutturato da un’impresa di costruzione o da una cooperativa edilizia, per «data di inizio lavori» si intende la data di acquisto o di assegnazione dell’immobile.

2. Il tetto di 5.000 € e come si calcola

Il limite è di 5.000 € per singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, indipendentemente da quanto hai speso per la ristrutturazione e dal numero di persone che partecipano alla spesa.

Se ristrutturi più immobili, il bonus spetta per ciascuno. Il limite si moltiplica per il numero di unità immobiliari oggetto di intervento.

Attenzione al plafond già consumato. Se per lo stesso intervento di ristrutturazione hai già acquistato arredi nel 2025 fruendo del bonus, nel 2026 il tetto si riduce di quanto già utilizzato. Esempio: 1.000 € di arredi acquistati nel 2025 → nel 2026 restano 4.000 € di plafond disponibile.

Qualche conto pratico

Spesa Detrazione totale Recuperi ogni anno per 10 anni
1.500 € 750 € 75 €
3.000 € 1.500 € 150 €
5.000 € 2.500 € 250 €
8.000 € 2.500 € (calcolata solo su 5.000 €) 250 €

La detrazione riduce l’IRPEF dovuta: per usufruirne integralmente devi avere un’imposta lorda capiente. Se l’IRPEF di un anno è inferiore alla quota annuale, la parte eccedente si perde — non è rimborsabile né riportabile all’anno successivo. È il punto da verificare con il tuo commercialista se hai redditi bassi o già molte detrazioni.

3. Cosa puoi acquistare

Mobili nuovi destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione:

  • tavoli e sedie ✅ (i nostri prodotti rientrano pienamente)
  • letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie
  • comodini, credenze, divani, poltrone
  • materassi
  • apparecchi di illuminazione

Sono detraibili anche le spese di trasporto e di montaggio, purché pagate con le stesse modalità tracciabili richieste per i beni. Quindi anche le spese di spedizione che paghi a noi rientrano nel plafond detraibile.

Non sono agevolabili: porte, pavimentazioni (es. parquet), tende e tendaggi, e in generale i complementi di arredo.

E gli elettrodomestici?

Rientrano anche i grandi elettrodomestici nuovi, purché rispettino una classe energetica minima: A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori. Se per quella tipologia non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica, l’acquisto è comunque agevolabile conservando una dichiarazione del venditore che attesti l’assenza dell’obbligo.

Per forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici è prevista la comunicazione all’ENEA tramite il portale detrazionifiscali.enea.it. La mancata o tardiva trasmissione non comporta la perdita della detrazione, ma è bene farla.

Ti segnaliamo che il tetto di 5.000 € è complessivo tra mobili ed elettrodomestici: se prevedi di acquistare entrambi, pianifica come distribuire il plafond.

4. Come pagare (qui si perde il bonus più spesso)

Sono ammessi solo pagamenti tracciabili:

  • ✅ bonifico bancario o postale ordinario
  • ✅ carta di credito
  • ✅ carta di debito / bancomat
  • ❌ contanti — fanno decadere il beneficio
  • ❌ assegni bancari

Sul bonifico: non serve quello “parlante”

Per il Bonus Mobili non è necessario il bonifico dedicato alle ristrutturazioni, quello soggetto a ritenuta d’acconto predisposto da banche e Poste. È sufficiente un bonifico ordinario.

Nella causale indica:

Pagamento ordine n. [numero] del [data]
Pazzo Design Srls – Via Polesana per Rovigo 35, 45026 Lendinara (RO)
C.F./P.IVA 01629480292

Acquisto con finanziamento a rate

La detrazione spetta anche se acquisti con un finanziamento, a condizione che la società finanziaria paghi il fornitore con le modalità tracciabili sopra indicate e che tu conservi copia della ricevuta di pagamento. La data che conta è quella del pagamento effettuato dalla finanziaria.

5. Cosa fare al momento dell’ordine

Questo è il punto in cui possiamo aiutarti — e in cui, se sbagli, non è più recuperabile.

  • Inserisci i dati di fatturazione corretti al momento dell’ordine, compreso il codice fiscale. Una volta emessa, la fattura non è modificabile.
  • L’intestatario della fattura deve essere la stessa persona che porta in detrazione la ristrutturazione e che effettua il pagamento. Se il bonifico parte da un conto intestato a tuo marito ma la fattura è a tuo nome, in sede di controllo la detrazione può essere contestata.
  • Se le spese sono sostenute da più persone (ad esempio due coniugi), entrambi devono risultare intestatari dei documenti di spesa nella misura in cui intendono ripartire la detrazione.
  • Non serve alcuna dicitura particolare in fattura. La scritta “Bonus Mobili” che alcuni negozi aggiungono è una prassi commerciale, non un obbligo normativo: la sua assenza non pregiudica nulla.

Se hai dubbi sui dati da inserire, scrivici prima di completare l’ordine a support@pazzodesign.it o chiamaci al 388 2449436. Sistemare i dati prima costa un minuto; dopo l’emissione della fattura non si può fare.

6. Documenti da conservare

Conservali fino alla scadenza dei termini di accertamento (di norma il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione):

  • fattura o scontrino con natura, qualità e quantità dei beni acquistati. Lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, insieme a queste indicazioni, equivale alla fattura;
  • attestazione del pagamento: ricevuta del bonifico, ricevuta della transazione con carta, documentazione di addebito sul conto corrente;
  • documentazione della ristrutturazione: titolo abilitativo o dichiarazione sostitutiva, comunicazione ASL se dovuta;
  • per gli elettrodomestici: etichetta energetica o scheda prodotto, ed eventuale ricevuta della comunicazione ENEA.

7. Come si ottiene la detrazione

Indicando le spese nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello dell’acquisto: modello 730 o modello Redditi PF. La detrazione viene poi ripartita automaticamente in 10 quote annuali di pari importo.

Per un acquisto effettuato nel 2026, la prima quota si recupera con la dichiarazione presentata nel 2027.

Domande frequenti

Posso avere il bonus senza fare lavori di ristrutturazione?

No. È il requisito su cui non ci sono eccezioni: il Bonus Mobili è sempre collegato a un intervento di recupero edilizio agevolato.

Ho iniziato i lavori nel 2024. Posso comprare mobili nel 2026?

No. Per gli acquisti del 2026 i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025 in poi. Se hai iniziato nel 2024, la finestra utile era il 2025.

Devo aver finito i lavori prima di comprare?

No, i lavori possono essere ancora in corso. Deve solo essere già iniziati.

Vale anche per la seconda casa?

Sì, purché sia un immobile residenziale oggetto di intervento agevolato e tu sia il titolare della relativa detrazione.

Vale per un ufficio o un negozio?

No. L’agevolazione riguarda gli immobili residenziali.

Se restituisco il prodotto con il diritto di recesso?

La detrazione segue la spesa effettivamente sostenuta: in caso di reso e rimborso, la spesa viene meno e non va portata in detrazione. Se hai già presentato la dichiarazione, parlane con il tuo commercialista.

Posso cumulare Bonus Mobili e bonus elettrodomestici?

Non sulla stessa quota di costo dello stesso bene. Se per un elettrodomestico hai già ottenuto il voucher del Ministero delle Imprese, non puoi utilizzare anche il Bonus Mobili sulla medesima spesa.

Un avvertimento onesto

Queste informazioni sono aggiornate alla data indicata in cima alla pagina e hanno finalità puramente informative. Non costituiscono consulenza fiscale e noi non siamo un intermediario abilitato.

La normativa sui bonus edilizi cambia con ogni legge di bilancio e la prassi dell’Agenzia delle Entrate si evolve con circolari e risposte a interpello. Prima di contare sulla detrazione per programmare una spesa importante, verifica la tua posizione con il tuo commercialista o con un CAF: solo loro possono valutare se il tuo intervento edilizio è agevolabile, se hai capienza IRPEF sufficiente e come ripartire la detrazione.

Fonti ufficiali: